+Ala Nera+
lunedì, 01 giugno 2009
mmm...
Forse no, non voglio bruciare tutti i fogli.
El, in piena raccolta d'archivio e ritorno provvisorio!
(ciao a tutti, ehehe, LastExile, devo farmi perdonare!)
Alexredpurple ha postato alle 21:28
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+Ala Nera+
venerdì, 19 settembre 2008
AAAAAAAAAAAAAAAAAH
NON RIESCO A GESTIRE GLI IMPEGNI E LA MIA PIGRA PERSONA, TENTERò DI SCRIVERE IN UN SECONDO MOMENTO!!
cordialmente
El
Alexredpurple ha postato alle 17:15
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+Ala Nera+
lunedì, 11 agosto 2008
Ok, ok, lo ammetto, ho nuovamente lasciato ammuffire il blog, questa volta decisa ad abbandonarlo per sempre. Il motivo? Bah, forse perchè tutto questo fascio di cambiamenti ha travolto così bruscamente la mia quotidianità da incitarmi a voltare pagina, lasciare tutto alle spalle, amici-nemici, ingiustizie scolastiche, delusioni personali, due nonni defunti, cominciando ad accettare psicologicamente la fine della scuola, della parte più ingenua della mia adolescenza, l'inizio di un cammino verso l'età adulta, l'indipendenza, la scelta di cosa voglio e vorrò essere, ... ( ma che parolone insulse..).
Tante cose, insomma.
E alla fine, con la mia ormai nota ipocrisia, rieccomi qua, a digitare parole, parole e parole..!
Bene! Dov'eravamo rimasti?
Credo sia meglio lasciare il buco temporale creatosi tra l'ultimo e questo post come tale e cominciare dagli ultimissimi eventi, nell' intento di annoiarvi il più possibile.
VACANZE ESTIVE 2008.
La scena qualche mese fa: io e La Fra davanti ai computer di scuola facendo finta di produrre normali progetti di scuola, discutendo sul cosa ne sarà della LIBERAZIONE ESTIVA.
Vogliamo un bel posto.
All'estero. Un posto figo, una città mai vista, una cosa poco comune, andremo tutte noi del nostro gruppetto di classe per festeggiare la fine della prigionia!
Qualche settimana dopo, io e La Fra, sì solo noi due, prenotiamo una settimana a Rimini.
Ora, voi vi starete chiedendo.. RIMINI?! A dire il vero, me lo sto ancora chiedendo anche io.
Il giorno prima di partire, le solite cose, prova costume felicemente superata con autoapprovazione verbale del tipo "Apperò! Guarda qui! L'anno scorso mi nascondevo! Sono una mozzarella accettabile! Che gioia!" e altre sfigherie che non trascriverò.
Salto-pressa finale sulla valigia, saluto infinito col fidanzato, doccia frettolosa, niente phon che senò perdo tempo, ultimi controlli, è l'1 di notte e mia madre impreca ad ogni minimo rumore (a volte sapere restare in apnea e in punta di piedi serve), vado a letto coi capelli bagnati chiedendomi per quale motivo io possa sapere con certezza di aver dimenticato qualcosa, ma senza sapere COSA.
Sveglia alle 4, ultimi addobbi, faccia cadaverca, andiamo a prendere La Fra che appena mi vede annuncia di aver dimenticato il suo sprizzino anti-cattivone-maniaco fabbricato in casa con dell'ammoniaca (una volgare imitazione dello spray al peperoncino, illegale in Italia).
Non importa, partiamo sicure della nostra certa sopravvivenza con armi e bagagli, finalmente prendiamo il treno in stazione centrale dopo un'infinita odissea per trasportare le valigie su per la scalinata, data la scala mobile ovviamente GUASTA.
capitolo 1. sul treno- andata
Siamo circa cento persone ammassate su di un vagone, tra chi ha sbagliato carrozza, chi il treno, chi cerca il posto e chi guarda i piccioni con ammirazione posati sulla banchina.
Io ho una borsa a mano e due valigie medie. La Fra ha una borsetta anche lei, una valigietta piccola e la SIGNORA VALIGIA. Mentre cerco di issare il mio trolley sul portabagagli progettato per i giocatori dell'MBA, o per far fare i nidi alle tortore, un tamarrissimo ragazzo sui vent'anni mi frega letteralmente il posto con la sua valigia, lasciandomi imprecante e in bilico con la mia sulla testa.
<.. TI ODIO.> Ah, ehm, sì. mi scaldo facilmente.
Lui si gira e attraverso i suoi inutili occhiali da sole (alle 6 del mattino è tutto abbastanza grigio) nota la mia presenza. Mi aiuta con la valigia. Accorre La Fra con i suoi grandi occhioni verdi e la ancor più grande valigia ingombrante. Facciamo rifare i bicipiti al tamarro e finalmente ci accomodiamo ai nostri posti.
La Fra: <Ho fame!!> che strano.
Scopriamo entrambe di aver sbagliato a caricare la playlist dell'Ipod. Lei ha solo musica truzza, io ambient e soundtrack di film vari. Belli, per carità, ma per un intera vacanza.. due coglioni così.
CONTINUA DOMANI, VADO A LETTO CIAO CIAO BUONANOTTE :)
Alexredpurple ha postato alle 01:35
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+Ala Nera+
lunedì, 21 luglio 2008
Ebbene, in questo periodo di rivoluzioni, compio anche i miei primi 19 anni!
Con tutte le novità, belle o brutte, penso che questo sia l'inizio di grandi cambiamenti.
Buon 21 luglio! eheh..
Hell
Alexredpurple ha postato alle 12:22
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+Ala Nera+
domenica, 20 aprile 2008
Aprile dolce dormire?
Ma per favore! Ho troppe cose da fare.. anche se, lo ammetto, mi capita ormai spesso di appisolarmi senza ritegno prima delle ore notturne.
Oggi sono molto contenta! Nonostante il tempo grigio, sono riscita a girare le scene del mio corto a S.Felice, senza problemi di alcun tipo.
Sia io che Paolo, l'attore, siamo molto soddisfatti e devo ammettere che con lui si riesce a lavorare ottimamente.
Il pomeriggio si è concluso con un gelato al pistacchio e yogurt, finalmente meritato!
Come sono contenta!
Le cose stanno andando un po'troppo bene..
Alexredpurple ha postato alle 18:43
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+Ala Nera+
venerdì, 11 aprile 2008
All'età di diciotto anni e quasi nove mesi d'avanzo, Elena scaraventa le sue cose giù dalle mensole e ama il vuoto.
Il vuoto che non trova, il silenzio che brama, la pace che ancora non esiste.
Bottiglie di vetro, libri, lettere, pochi soldi, un narghilè, delle conchiglie, polvere, essenze di vario genere, pietre stregate, occhiali da sole, accendini, tabacco. E altro ancora, ancora lassù, pesante.
Tutto il colore che opprime.
Spalanca gli occhi sul balzo tra l'asfalto e la finestra, mille luci proiettano sorrisi sul riflesso pupilleo.
Preme, preme forte i polpastrelli sulle tempie, sugli zigomi, sulla fronte, sulla carne ancora morbida.
Urla muta.
--------
Entra in casa furtiva.
"Dove sei stata?"
Non rispondendo, avanza verso il corridoio.
"Quella rosa è per la Mamma?"
"No."
"è per me?"
"Ma no! Per una volta non può essere per me?"
La sorella, ridacchiando continua ad infilare i calzini nella lavatrice.
-------
Non vado bene.
Voglia di bruciare soldi e obbiettivi.
Infierire sui loro cadaveri.
Per tenermi impegnata.
Ma poi risorgere e pensare ad altro.
Alexredpurple ha postato alle 21:45
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+Ala Nera+
venerdì, 28 marzo 2008
Ecco, ho veramente mangiato troppo.
Noto che ultimamente, quando mi sento contenta, ma manca ancora qualcosa, compenso il tutto con un qualcosa di sostanzioso e commestibile.
Tutto questo, in seguito ad una settimana di quasi puro digiuno.
Bene, stamattina sono particolarmente entusiasta, mi sono svegliata tardino e con un gran mal di testa a causa dell'esigenza, notturna, di stendere il bucato manifestata da mia madre giusto cinque ore prima che la mia sveglia suonasse. Non avrei mai creduto che il intinnio dello stenditoio potesse essere così snervante come questa notte.
Ieri mattina mi sono svegliata su di una nuvola, acciambellata tra le coperte e abbracciata a ben due morbidi cuscini. Come primo giorno di scuola, dopo la pausa pasquale, non c'è stato male, sono addirittura stata quasi contenta di affrontare la tanto temuta verifica di matematica.
Stamattina, invece, no.
La metro è per giunta arrivata in ritardo, impedendomi di raggiungere la scuola in tempo.
Grazie ad un nuovo regolamento scemo, per chi arriva tardi è quesi impossibile penetrare la scuola.
Bah.
Sono tornata a casa, mi sono seduta sul divano e ho, con mia somma approvazione inconscia, riempito sei fogli di appunti. Il mio cortometraggio promette bene.
Ho sistemato le faccende, chiamato l'attore, guardato mezzo film in lingua originale, pensato a sfornare idee, grattato la superficie del mio alluce sinistro, addormentato per la posa assai scomposta.
Bene.
Sono di nuovo attiva.
Queste vacanze mi hanno ricaricata, ho fatto bene a prendermi tutta la pausa di cui necessitavo.
Ora si ricomincia.
Chiedendo venia per la lunga assenza, annuncio il ritorno dei post tragicomici.
Buona giornata!
El
Alexredpurple ha postato alle 15:25
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+Ala Nera+
domenica, 23 marzo 2008
è "pasqua".
Alexredpurple ha postato alle 18:01
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+Ala Nera+
domenica, 17 febbraio 2008
Forse ho sbagliato.
Forse ho esagerato.
Forse non ..
Io non so.
Non conosco questa verità e mai la conoscerò.
Nessuno mi racconterà cosa sia successo a te e a nessuno racconterò cosa sia successo a me.
Una maledizione senza un vero antidoto, se non forse il tempo.
Ma mi ricordo quell'ultima stretta, fugace fusione. Virtuale. Che tu non vedesti mai.
Addio.
Te lo dico mentre dormi, perchè un po' mi vergogno.
Alexredpurple ha postato alle 23:10
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+Ala Nera+
lunedì, 11 febbraio 2008
<Ah, io e te finiremo conciate male, te lo dico io. Se continuiamo con questa testa, ahah, vedrai..>
Camminiamo nel freddo pungente di una serata strappata via dai miei diversi programmi.
La strada deserta conduce Ana, Fabrizio e le mie previsioni per il futuro, verso "La Tana", pub metal, angolo ebbro nella remota provincia milanese.
<Io sarò in quel famoso monolocale dalle pareti bianche, completamente andata e persa. Lavorerò e basta, magari condividerò il mio spazio con qualche drogato. Probabile. Ah, e ti chiederò spesso dei soldi. E tu sarai alcolizzata>.
Ana scoppia a ridere: <Ah, no! Sarò io a chiederti sempre i soldi! Ma di certo il mio fegato farà schifo>.
Fabrizio tace e cammina.
<Che belle prospettive, mamma mia..> concludo un po'ironica, un po' realista.
<Lei aveva previsto il mio futuro!> tuona Fabrizio tornando dal mondo dei muti e indicando la sua ragazza.
<Uh? Cioè?>
<Ana aveva detto che nel mio futuro... dovrei sposarmi con una donna di qualche anno più vecchia di me, alta e coi capelli ricci e neri. E avremo dei bambini.>
<Ana, in questo futuro tu non ci sei.. per ammortizzare il colpo gli hai regalato una gnocca coi capelli corvini! ...Fabrizio, ti ho mai detto che assomigli fisicamente a Gesù?>
Raggiungiamo il posto e incontramo il resto della combriccola, più qualche inaspettata figura, tra compagne di scuola e un cantante di un gruppo che si ricorda di me e la mia amica dalla volta precedente in cui siamo capitate qui.
<Certo che mi ricordo. Mi ricordo che conoscevate il mio nome senza che ve lo avessi detto.>
Il trucco era stato nell'ascoltare l'omino con il pane e salame (e un'aggiunta di senape) in mano, quello che parla sempre, quello che viaggia a casaccio per l'Europa e offre sigarette in cambio di una stretta di mano e due parole. Il simpaticone che conosce tutti, insomma. Geppo questa sera non c'è.
Aspetto che Ana finisca la sua sigaretta, non ne accendo una per me, preferisco contarne meno, per oggi.
Entriamo nel caos, i Korn mi rallegrano e mentre Ana e il suo ragazzo spariscono per qualche minuto, mi presento al tavolo intero. Non ricordo un solo nome, naturalmente.
Poco dopo siamo di nuovo lì, io e la mia amica a discutere dei nostri futuri che in fondo hanno molti punti d'incontro. Sposto da un capo all'altro del tavolo, pensierosa, la mia pinta rossa mentre lei sorseggia un Jack Daniel's.
Fabrizio scoppia a ridere: <Ele, sei entrata in fissa?>
Effettivamente sì, quelle luci avvolgenti, calde e ipnotiche ruotano intorno alle nostre teste come api impazzite, rapendo il mio sguardo, rapendo il mio pensiero che vola sempre altrove.
Carnevale sfiora appena le nostre semplici idee, io e Ana corriamo in bagno a cercare di mutare le nostre facce con un po' d'ombretto, vogliamo storpiare l'abitudine, vogliamo festeggiare in modo stolto, il modo modesto, ma sempre carico di un qualcosa. Le racconto con piattezza quel che un tempo era segreto per me e per qualcunaltro. Un qualcosa che difendevo col mio respiro e che ora non c'è più, morto sotto le scarpe di un tradimento. Lo specchio rimanda le nostre facce, come i miei stridenti ricordi, non siamo cambiate più di tanto. Concludiamo che quest'anno ,il carnevale, non lo abbiamo sentito bussare.
Eppure i nostri vicini di tavolo sono vecchi pagliacci, rugosi ma sorridenti, mostrano denti gialli e rossetto sotto i baffi scuri, suscitano una grottesca ironia che riesce a farci sorridere, senza decifrare l'universo smunto sotto quello strato di cerone ormai secco.
<Finito con la maturità potrò far la patente. Sì... basta, prendo la macchina e ce ne andiamo al mare.>
<Non puoi far la patente ad agosto! La scuola guida è chiusa!>
<Ancora meglio, scapperemo in treno.>
Ana si illumina.
<Sì, scappiamo in treno!>
<Voglio buttarmi nuda in mare.> questa volta il mio tono non è esplosivo ed eccitato come il nostro discorso sembrava essere, è piuttosto serio invece, è pieno di genuino desiderio di libertà.
Ana sorride e sembra capirmi. Mi fa assicurare che quel che ho detto sarà fatto, che io e lei ce ne andremo in treno e troveremo una dannata spiaggia per nudisti e che chissenefrega, ci butteremo in mare e nessuno potrà dir nulla.
Disegnamo i nostri sogni con lo sgocciolio dei bicchieri versato sul tavolo, bagnandone la metà della superficie.
Una compagna di viaggio con una sensibilità vicina alla mia, è come una voce, una consulente che fa ripromettere a me stessa che mi prenderò cura del mio bisogno d'evasione, che chiederò al mare di spegnere la brace rimasta nel mio petto dopo l'incendio.
E dopo, rimirando le onde, parleremo in versi e in follia, tra sassi, sabbia e matite.
<Saliamo sul tavolo?> le sue labbra si allargano in un sorriso acceso, come gli occhi entusiasti della nostra idea.
Uno, due, tre secondi dopo siamo in piedi su quella robusta tavola di legno, mentre tutto il bar sembra non avere più una parola da dire, tutti si voltano e ci guardano incuriositi.
Tutti attendono una nostra mossa, mentre ci accorgiamo di ogni sguardo, di ogni volto, così in basso rispetto a noi.
Non ricordiamo il perchè siamo finite lì.
<Chi ride per prima perde.> decide, incrociando le braccia e riempendo i polmoni di finta superiorità.
La imito accogliendo la sfida.
Vinco, scendiamo dal tavolo e finisco il suo whiskey.
El
Bene, e adesso ringrazio il mio bagnoschiuma alla mora.
Alexredpurple ha postato alle 22:45
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venerdì, 08 febbraio 2008
Della serie: voglio il mio avvocato!
Ieri è stata una giornata strana, fin dal momento in cui ho aperto gli occhi la mattina.
Turbata.
Sono arrivata a sera con un senso di amarezza, di frustrazione repressa, di nausea e di impotenza davanti ad una palese ingiustizia.
Muta, perchè la rabbia ormai è come sabbia al vento, non persiste oltre i dieci minuti scarsi.
La sera, stranamente, non sono uscita.
Di solito preferisco evitare di stare in casa quando ho voglia di svagarmi, evadere dalla gabbia ed allontanarmi a passo svelto, sempre in ritardo.
Invece ieri no, ho approfittato del fatto che fossero usciti tutti per una serata tranquilla, film scemo, patatine, the freddo e un bel divano comodo, seduta in mezzo ai miei due omaccioni (ahah, Pucce e Lazzaro, bassista e batterista).
Che dire, devo ammettere che a volte, queste semplici cose sono la miglior medicina.
Sorrido.
Citazioni :
P. e L.: Oooh, che bello il trenino!
Io dalla cucina: Trenino? Che trenino?
L: Ele, sei sicura che sia casa tua?
Io a Lazzaro: Ma perchè devi sempre far confronti e citare i miei attributi femminili?!
Pucce: Ci sono sette persone uguali sparse per il mondo.
Io e Lazzaro: Eh?
Lazzaro guardando il piatto di patatine appoggiato tra le mie gambe: Attingeremo le patatine direttamente dalla tua vagina...ehi perchè le stai spostando? Tanto poi si fa un buco (questa deve ancora spiegarmela)
Pucce: Solo uno di noi è un bravo ragazzo.
Approfitto per salutarli: ciaaao..
El
Alexredpurple ha postato alle 15:37
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mercoledì, 30 gennaio 2008
Carezza contropelo
Gesso sulle dita
Cenere nel naso
Chi lo sa?
E il branco si scompone, con l'andare del tempo.
Quando me lo dicono, han sempre una faccia strana.
Alexredpurple ha postato alle 16:12
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giovedì, 24 gennaio 2008
Buonasera a tutti!
Agh, chi ha tirato quel pomodoro? Ahi, le patate fan mal...ehi! Basta, vengo in pace!
Ho lasciato ammuffire CloudCover per qualche giorno, grazie al cielo (o forse dovrei dire "purtroppo") ho sempre qualcosa di più importante da fare,... ma guardiamo il lato positivo: ho accumulato una lunga serie di scene ridicole, ancora inedite, da riportare! (Oddio, ma come parlo? Mi sta venendo la sindrome da Talk Show, e non guardo neppure troppa tv! Risolverò anche questo, ma dopo la pubblicit...no! No, El, curati!)
Stamattina sono rimasta a casa, reduce dall'abbuffata del giorno prima.
Eh sì, perchè è una bella esperienza che dovrebbero proprio far tutti: mangiare sempre meno, o comunque in modo più leggero, per mesi, (no non sono a dieta, sto solo cambiando abitudini) fino a quando, un bel girorno, non ti ritrovi da Spizzico con l' amica che ti invoglia a procurare provviste per un esercito sul tuo vassoio.
<SSSSì!! C'è il ChocoSufflè!> esulta LaFra.
<Il Chocococosa?> cerco sul menù posto sopra le teste di affaticati commessi il menzionato prodotto senza trovare nulla di simile.
<Masì, lo cerco sempre e non lo trovo mai, è strabuono, è allucinantemente buono, no, c'è, io me ne prendo due!>
Qualche minuto dopo ci avviamo alla ricerca di un tavolo libero, io trasporto un vagone di roba tra cui la mia borsa, che in questo momento assomiglia a quella di Mary Poppins (con l'inconveniente del peso però), e un poster arrotolato ad asta che sporge da essa, minacciando di trafiggere o bastonare i passanti. Il mio vassoio annuncia una fame da lupo da placare al più presto, la maratona in giro per mostre e musei, per tutta la mattina, sta dando i suoi effetti.
Una volta al tavolo notiamo tra la gente una vecchina, seduta sola, stanca.
Chiude gli occhi.. comincia a pendere lievemente da un lato.
<Sta pendendo>
Proferisce preoccupata la Fra.
<Ma.. guarda... è un po'che lo fa..poi si riprende e torna su.> continua.
La vecchina pende come la torre di Pisa... lentamente si inclina sempre di più.
<Fra, io quasi vado a tirarla su.. fra poco casca.>
<No, no, guarda...si riprende.>
Come per magia, la nonnina si risveglia ad un centimentro di distanza dall'angolazione fatale che le avrebbe permesso di entrare in un mondo dei sogni un po'più profondo.
Devo prendere esempio, ha certamente innescato un sistema d'allarme nel proprio cervello che le impedisce di addormentarsi in pose pericolose!
Dopo aver trangugiato il nostro pranzo come convengono le buone maniere (avete presente Taz Mania?) mi congedo per andare in bagno, mollando la mia roba alLa Fra, che rimane al suo posto intenta a convincersi a finire il secondo sufflè.
LA SCENA VISTA DA ME
Entro in bagno.
Un uomo barbuto davvero rassomigliante ad un vichingo sembra proteggere la porta di un bagno.
Deduco che quel bagno sia guasto e che anche lui stia attendendo che qualcuno esca dalla porta a fianco.
Passano intensi secondi, che diventano lentamente minuti, in pieno silenzio, durante il quale io e il vichingo ci guardiamo intorno in cerca di qualcosa di interessante da contemplare.
Passa il tempo, il fantomatico occupante del bagno suppongo sia morto.
Mi guardo allo specchio e vedo la mia faccia inespressiva.
Accade qualcosa.
La porta del presunto bagno inagibile si spalanca prendendo in pieno la schiena della montagna umana.
Ne esce una ragazzina piccolina, esile, non avrò superato il metro e trenta.
<Grazie Amore.> bacia la montagna, si lava le mani e se ne vanno insieme. Che belle queste coppie improbabili.
Ma...Dunque... ho aspettato a vuoto un quarto d'ora?
Scacciando i miei maligni pensieri nei confronti dei piccioncini, entro nella minuscola cabina.
Un tanfo tossico invade le mie narici e mentre esco per prendere il respiro e poi rientrare in apnea, mi domando come possa una tanto gentil creaturina, tanto piccina, generare un'infestazione degna di un plantigrado. Per fortuna non devo fumare, o salteremmo tutti in aria.
Chiudo la porta, anzi, socchiudo, dal momento che la porta non ha più la serratura. Fantastico.
Appendo la borsa alla maniglia e con tutta la buona volontà mi autoconvinco che ho sopportato cose peggiori e che fare plin plin è necessario, tirando la borsa ed impedendo l'apertura della porta.
Inutile dire che arriva sempre il momento in cui nemmeno un equilibrista riuscirebbe a tenere bloccato l'uscio, se ci tenesse alla propria igiene intima. Ma forse un polipo sì.
Proprio in quel momento una ragazza spalanca la mia porta, richiude urlando e sbattendola, e infine comincia a chedermi scusa ritmicamente.
Poco dopo esco, mi chiede di nuovo scusa in tre lingue diverse, faccio un cenno con la testa e rispondo gentilmente in italiano che non c'è da preoccuparsi (tranne per la sua salute mentale, cosa diavolo avrà mai visto di tanto pauroso nella mia figura seduta, da costringerla ad urlare?)
Cerco di prelevare del sapone, ma è inutile dire che il distributore non funziona, allora mi rassegno a sciaquare le mani con un po'd'acqua, ma niente, non esistono nè pedali nè fotocellule, nè semplici pomelli per ordinare a quel lavandino di concedermi una sciacquata veloce.
Immersa nel mio autocontrollo, torno al mio tavolo, e trovo il mio posto occupato.
LA SCENA VISTA DALLA FRA
El si alza per andare in bagno, molla le sue cose su di una sedia e sparisce dietro la porta dei servizi.
Fra rimane sola con il suo pesantissimo sufflè. Ne ha già mangiato uno, quello proprio non entra.
Gli occhi, si sa, sono più golosi dello stomaco.
Arriva un corpulento signore, avvolto in un giaccone scuro, la sua espressione è parecchio scazzata.
Non emette un buon odore.
Si siede al posto di El, davanti alLa Fra, appoggia il proprio vassoio sul tavolo, si siede.
Spalanca la bocca ed emette un rutto possente.
Comincia a mangiare, noncurante della presenza deLa Fra, che rimane in silenzio, meditando circa il proprio sufflè.
Nessuno fiata.
El torna con un'espressione un po'...perplessa.
Calcolo il percorso migliore per raggiungere le mie cose, che naturalmente sono dalla parte del tavolo nella quale è seduto il nostro amico Friz.
Sono tentata di chiedergli semplicemente "permesso", ma la sua espressione non mi rassicura, sembra abbia appena ammazzato il vicino.
Bene, non sarà difficile, basterà trattenere il fiato e calarmi in mezzo alle sedie.
Le sedie sono tre, l'una attaccata all'altra.
Eseguo una performance degna del circo di Moira Orfei, estraggo una sedia, infilo una gamba, traino l'altra , mi incastro, mi disincastro, e mi siedo praticamente sulla mia roba.
<Ele, fai metà sufflè con me?>
Mangio metà sufflè. Lei lo lascia.
Il mio stomaco impreca, non è pieno, di più.
L'amico Friz si alza e se ne va.
<Amico tuo?>
El
Alexredpurple ha postato alle 23:32
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+Ala Nera+
martedì, 15 gennaio 2008
POST INUTILE E DI BASSO LIVELLO
Avviso: causa eccesso di impegni personali ammucchiati nella stessa settimana, per qualche giorno non saprò nè quanto velocemente potrei aggiornare, nè se lo farò.
Chiedo venia ai lettori fedeli (vedi Fulvio, ormai cloudcoverina-dipendente), ho una voglia viva di scrivere, ma purtroppo, devo dar la precedenza ad altre questioni.
I sostenitori dei (volgarmente parlando) "post lunghi mezzo chilometro", dovranno aspettare qualche giorno.
Buona giornata a tutti e un ringraziamento particolare a chi è riuscito ad "appassionarsi" alla lettura delle mie scemate, mi fa sempre sorridere riuscire in questo scandalosamente difficile intento!
El
PS
Tengo a sottolineare la mia, anche se materialemente lontana, solidarietà per gli studenti romani della Sapienza in questi giorni di protesta, hanno tutto il mio appoggio!
E sono molto, molto contenta di sapere che almeno un'università dimostri di voler difendere la propria laicità, che lega il sapere scientifico e razionale alla difesa del progresso e della ricerca senza quella che sarebbe stata una grande ipocrisia.
Aprire l'anno accademico col Papa? Ma stiamo scherzando? Parliamo di un istituto statale e dunque neutrale ad ogni tipo di schieramento religioso.
Ma quale libertà di parola? Non si trattava certo di un incontro culturale sul cattolicesimo! E nel caso cercassero questo tipo di scambi e conferenze, non penso che verrebbero programmate per l'apertura dell'inizio degli studi, magari con tanto di benedizione. Se avessero invitato il Dalai Lama a tenere un discorso, non lo avrebbero certo difeso così, in parlamento.
La vera vergogna non è da affibbiare alla protesta, come sostengono i nostri cari amici al "potere", ingabbiati in una condizione per la quale conviene sostenere il vecchietto tedesco, dato che si tratta di "UN'AUTORITà"(e che autorità!un pezzo grosso della grande mafia ecclesiastica), ma certamente ad una simile iniziativa, per fortuna scampata.
Se Ratzinger non avesse rinunciato sarebbe successo un gran macello: non mi riferisco tanto alla sicurezza del Papa, quanto ad una probabile occupazione dell'università, probabilmente seguita a catena in molte altre città.
E fatele nei vostri squallidi istituti privati, 'ste robe da CL.
Che tristezza.
Alexredpurple ha postato alle 15:47
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+Ala Nera+
sabato, 12 gennaio 2008
"Buonanotte..
... BAMBINI DI GOMMA" (mio padre)
"..Ah, no, era 'coscette di pollo' "
(sempre mio padre, riflettendo)
"Papà, ti senti bene?" (io).
Alexredpurple ha postato alle 20:40
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+Ala Nera+
sabato, 12 gennaio 2008
COMPLETATO (DOMANI SEGUE, OGGI è SABATO ED ESCO, JA)
Quando al telegiornale serale (tra i vari servizi che trattano di come sia bella Manuela Arcuri nel suo ultimo calendario, o come le nuove mode dei "ciofani" richiamino Satana nei nostri cuori, o altre asinate simili), vien ricordardato agli italiani quanto sia importante svolgere un'attività fisica abitudinale nelle nostre impegnative settimane, evitando il modello di obesità americana, la maggior parte del pubblico sta a tutti gli effetti cenando, con gusto, tra un'ampia scelta di cibi preconfezionati al supermercato, ricchi di tutti quegli elementi alimentari che, secondo i dietologi, andrebbero eliminati dalla faccia della Terra.
No, non era un'accusa, continuate pure a mangiare il vostro succulento panino al burro d'arachidi (che in questo momento assaggerei volentieri), mentre io continuo a denunciare la mia fiacchezza.
Sì, fiacchezza, dal momento che dedicandomi, negli ultimi due frustranti mesi, ad attività che non richiedono particolari sforzi muscolari (tralasciando la corsa ad ostacoli, meglio conosciuta come "SaltaLaCaccaDeiMilleCaniDiVialePadova" ogni mattina trottando verso la scuola, o le chilometriche camminate festive tra i vialoni commerciali di Milano), mi sono praticamente "seduta in panchina" scordandomi di rafforzare un po'la resistenza fisica con costanza come mi ero raccomandata di fare tra i buoni propositi.
Certo, ho perso qualche chilo ultimamente, anche se involontariamente, ma ciò non ha niente a che vedere con un'esigenza della quale sto per parlare, ovvero non di linea (che personalmente preferisco "sinuosa e un po'consistente", soprattutto dopo che oggi un gentile essere umano m'ha accusata, con molta delicatezza, di non possedere i fianchi. Altro argomento discutibile, ma non qui, cari lettori ai quali spero non interessi approfondire).
Sto parlando di fiato, di forza fisica di un sano adolescente.
Non è eccezionale vedere una mandria di diciotto-diciannovenni stramazzare a terra dopo una lezione di educazione fisica.
Certo, certo, bisogna tener conto di CHE TIPO di educazione fisica si tratti.
Ora vi illustrerò l'esilarante ginnastica tenutasi questo venerdì.
Dopo una dolce brioches alla crema e\o una dose di nicotina, i componenti della 5E vengono annaffiati da una pungente pioggerella acida, durante il loro percoso tra il cortile e la palestra.
Pochi minuti dopo, dallo spogliatoio delle ragazze ha luogo un fuggi fuggi generale (vediamo scappare anche Ricky, che ancora non abbiamo scoperto cosa stesse facendo lì dentro), a causa di un tenero aracnide delle dimensioni di una noce, innocuamente appeso al soffitto.
Una bidella accorre agitando pericolosamente una scopa e lo butta fuori, mentre io osservo la scena, impietosita per la povera creatura, attaccandomi morbosamente al calorifero per il freddo polare che affligge l'edificio.
Rischio di ustionarmi, quando alcune compagne mi informano del fatto che la settimana scorsa, durante la mia assenza, la prof ha avuto la geniale idea di studiare delle coreografie per balletti scemi da farci fare.
Pardon?
Alcuni, quasi tutti, protestano d'innanzi a questa allucinante idea.
La prof stabilisce una partita di pallavolo prima della tortura imminente.
Io detesto pallavolo.
But don't worry: la 5E non gioca al tradizionale sport riconosciuto, si tratta di una cosa molto più "artistica".
Io e Ana ci sediamo in panchina pregando perchè la nostra squadra non segni: almeno non toccherà a noi entrare in campo.
La mia compagna R., che assomiglia ad una specie di Barbie, batte la palla sbuffando, non segnamo (evvai!) ma quando la partita prosegue, per una complicata sequenza di incidenti, la palla lanciata dalla squadra avversaria cade fuori dal nostro campo (noooo!), dunque tocca a me che con un tiro privo di potenza faccio sì che la palla manchi di un centimentro lo spazio sopra la rete (non sapevo di esser così brava). <Io volevo giocare a tennis!>
La cosa va avanti, la palla rimbalza sulle nocche delLa Vale, che con immensa eleganza e stile sussurra dolorante "Aùoù!", la prof infoiata urla e sostiene la nostra mitica squadra, neanche fossimo la nazionale, incredibilmente faccio un tiro decente, mi esalto mentre la sfera gommosa volteggia sulle teste delLa Fra e S., che indecise su a chi dare la precedenza, la lasciano cadere, si sa, la galanteria prima di tutto.
La partita continua, la palla arriva verso di me, mi preparo a riceverla, quando sento una voce femminile urlare "MIA MIA!": è Marghe, carica d'adrenalina, che corre come un bufalo dal punto più lontano del campo verso di me, travolgendomi, mentre riesco a lanciare la palla oltre la rete, nonostante l'incidente.
Con gli occhi a crocetta e sangue ovunqu.., no, la saga del "Facciamoci del male!" procede, manco la palla e urlo "Prof, l'ho sfiorata con l'unghia del mignolo, ho sentito l'aria!" e lei "Vai così! Andava bene!", Ricky si diverte a fare le facce da assatanato quando la palla gli passa vicino, B. si esalta segnando i punti sul tabellone sorridendo come una velina e la povera palla finalmente finisce la sua agonia, quando la partita termina.
La prof: "Ok, ragazzi, second round!"
EH?!
<No, Prof, ci aveva promesso i BALLETTI!> piuttosto che pallavolo... no, non so effettivamente cosa sia peggio.
La gente, allarmata dalla mia esclamazione, comincia a pensare di chiamare un'ambulanza, supponendo che mi stia fluendo troppo sangue al cervello.
Io: <Ma scusate, volete perdervi la scena di me e La Fra che facciamo i baletti idioti? Non è un'immagine eclatante?>
Cambiano tutti idea.
La prof aziona il registratore, e mentre noi attendiamo qualche tamarrata immane sulla quale fare qualcosa come aerobica da nonne, sentiamo diffondersi un motivetto.. MEDIEVALE...
La professoressa comincia a muoversi in maniera sinuosa, e con sguardo provocatorio sfida le nostre facce allibite, mentre saltella su di un piede solo per poi muoversi lentamente in cerchio, fingendo di tenere per mano dame e cavalieri invisibili.
Tutti i presenti cominciano a trattenere un impulso che sta per accendere una risata isterica generale, mentre sento che sto per lacrimare.
Il suo sguardo ammiccante non cessa di guardarci, dal momento che il suo ego si sta ingigantendo ad ogni passo di danza.
Le arriva una pallonata addosso.
<ALLORA, LA VOLETE FINIRE DI ROMPERE I COGLIONI CON 'STA CAZZO DI PALLA?!" abbaia ai ragazzi che stavan palleggiando innocentemente nell'angolino, che diventano piccoli piccoli davanti a tanta spaventosa rabbia.
Sembra tornare in sè.
<Vabeh, poi la danza continua così.. adesso voi.>
Su otto donne partecipanti (gli altri sono furbescamente scappati) decidiamo come dividere le coppie in "uomini" e "donne". La Fra è il mio uomo.
<Ok, avanti così, venitevi incontro, op op, adesso solo le donne, ecco brave, op op...di nuovo, solo le donne... ma ...perchè le donne si moltiplicano? >La Fra fa per due, è un trans!
Ad un tratto succede l'incredibile, ci scontriamo muovendoci come ippopotami e ridendo a crepapelle, io mi accascio per terra reggendomi la pancia dal ridere, poi mi rialzo, le coppie si sono mescolate, non capiamo più cosa dobbiamo fare, mosse a caso, nessuna è più "donna", più che saltellare strascichiamo i piedi sul pavimento,siamo uno spettacolo osceno. Ho sempre odiato questo genere di cose.
Finisce la musica e con il cuore in gola ci spatasciamo per terra reggendo la milza.
Vale : <Ah, voi non reggete un'ora di balletto medievale, ..l'altra volta lo abbiamo fatto per due ore consecutive!>
<Bene... mai, mai, mai più!>
Io e La Fra corriamo in cortile ad ibernarci, dopo le vampate di caldo, cercando la morte in una congestione.
Ricordate, se a diciott'anni siete così conciati ed umiliati da simili spettacoli, c'è sempre IL LATTE CONDENSATO che può salvarvi dalla depressione.
El
Alexredpurple ha postato alle 00:33
commenti (9)
+Ala Nera+
giovedì, 10 gennaio 2008
AVVERTENZE: Questo post non è indicato ai deboli di stomaco o alle persone particolarmene sensibili.
PROMEMORIA:
Mai, e dico MAI, più il caffè del bar della scuola.
Dopo aver preso l'abitudine, ogni lunedì mattina, di consumare cappuccino-brioches-sigaretta con i miei allegri amichetti che non vedono l'ora di fare lezione, mi sono accorta di un curioso fatto: tutte le volte, circa ad un'ora di distanza dalla colazione, la casualità fa sì che ci ritroviamo tutti in fila per il bagno.
Dopo qualche mese, questo rito diventa di routine, e facendo due calcoli giungo alla conclusione che forse non si tratta di una coincidenza.
Ma la cosa non disturba troppo le nostre giornate, dopotutto è apparentemente piacevole e salutare avere un appuntamento in bagno dopo il quale sentirsi liberi e leggeri (un toccasana per la linea), no?
Bene.
Martedì mattina: un' improvvisa nube soporifera avvolge le teste degli studenti della 5E, dopo due ore di inglese in puro accento napoletano.
Io e La Fra, al cambio d'ora, decidiamo, in caso del tutto eccezionale e dovuto all'emergenza, di risvegliarci con un caffè (sia il mio che il suo palato, non sopportano tale bevanda).
Dopo averla vista avvicinare la tazzina alle sue labbra, vedo La Fra emettere uno strano suono, un mugolìo quasi di dolore.
Aggiunge una bustina di zucchero. Ne mette un po'anche nel mio.
Ne verso una intera anche io.
Assaggio.
La mia faccia si contorce in un'espressione indescrivibile, mi volto verso la mia amica e la trovo nella stessa situazione.
Avete mai assaggiato un calzino indossato da un soldato con la gamba in cancrena in versione liquida? Io credo di averlo appena fatto.
La Fra: <M...mm..Buoono..glu glu>.
Io:<Aaah..ci voleva, buono, sì.>.
Tutto ciò mi riporta alla mente un episodio nel quale una nostra ex professoressa, all'inizio dell'anno, si era ritrovata un grazioso scarafaggio nella spremuta, e dopo aver fatto notare lo spiacevole incidente alla barista, quest'ultima lo aveva estratto dal bicchiere con le proprie mani per poi ridarlo alla cliente, che avrebbe concluso schifata con un "Non la voglio più, grazie."
Da allora era partita la protesta studentesca, nel tentativo impossibile di riavere i precedenti gestori ai quali eravamo decisamente affezionati, un po'per la loro allegria, un po'per l'assuefazione che i loro panini davano, e un po'perchè lasciavo sempre trasparire un po'di benevolenza nei confronti dei ragazzi.
Un'ora dopo, La Fra, mi prende una mano e sussurra, durante la spiegazione di storia dell'arte:<Metti una mano sul mio stomaco, senti, pulsa!>
La guardo stranita.
Penso sia uno scherzo e invece, rimango basita nel sentire che un probabile Alien sta per squarciare lo stomaco della mia compagna per fuoriuscirne e divorare con ferocia l'intera classe.
Quel dannato caffè sta avendo singolari effetti collaterali, fra due minuti chiederò il permesso di uscire.
Divento nervosa, non posso interrompere così la lezione, sul più bello, mentre stiamo ammirando "L'Assenzio" di Monet.
Finalmente la prof interrompe il suo discorso.
Mi volto verso di lei quando
<Prof, posso andare in bagno?>
<Certo, RICCARDO>
Dannato Ricky, sto per morire!
La Fra: <Minchia, quel caffè mi sta ...>
Io: <Fra, mi scappa la cacca!> sussuro, viola, questa frase davvero carina e improbabile, data la mia risaputa stitichezza (che bello rendervi partecipi).
Passa un'altra ora, durante la quale il nostro compagno credo si perda in un buco nero, data la sua lunga assenza.
La professoressa annuncia preoccupata <è la seconda volta che chiede di uscire! Non starà mica male?! Vado a cercarlo!>
Passano alcuni istanti, dopo i quali la prof rientra risoluta, ricominciando a spiegare, senza fornirci notizie del desaparesidos.
Mancano cinque minuti al suono della campanella.
<Bene, ragazzi, facciamo che oggi concludiamo qui.. che stanchezza, l'ultima ora...>
Io e La Fra in coro <Posso uscire?>
Io aggiungo <è piuttosto urgente>.
Lei ci sorride con la sua aria svampita, respira per due secondi interi e con delicatezza e immensa lentezza risponde <Sì>.
Alle medie scrivono sui muri "la scuola fa cagare".
Confermo.
El
Alexredpurple ha postato alle 22:00
commenti (9)
+Ala Nera+
giovedì, 10 gennaio 2008
Sul serio, oggi avrei voluto scrivere, ma, ma è successa una cosa incredibile!
Io ero lì, davanti al monitor, pronta a digitare qualche corbelleria, quando una luce verde mi ha illuminata e mi è apparso il papa con un prosciutto tra le braccia e un fischietto in bocca! Poi mi ha indicato la via, con il suo dito indice, e mi sono accorta che il percorso, da lui amorevolmente indicato, portava dritto... alla spazzatura.
No, va bene, lo ammetto, mi sono addormentata come una pera (le pere si addormentano? Un altro quesito esistenziale).
Addormentarsi di pomeriggio è una cattiva, pessima abitudine che sto sviluppando da poco e devo assolutamente eliminare, ad esempio, andando a letto prima, invece di stare qua a scrivere sotto invito di Fulvio, che ha deciso di drogarsi di Cloudcoverina (una sostanza allucinogena secersa dal mio blog durante la lettura, attacca il sistema nervoso distruggendo famiglie e dinastie di neuroni).
Sono sul letto, e il mio è un letto a castello piuttosto alto.
Io, ovviamente, domino la stanza dormendo nel punto più scomodo: il letto sopra.
Il cellulare non suona, ma bensì URLA, scatena una tempesta e chiama la banda per dirmi che qualcuno ha deciso di cercarmi durante la siesta, costringendomi a gettarmi senza paracadute da quella struttura scricchiolante montata in casa (dannata IKEA).
<P-prontoo...?> Ecco, spero di non rispondere mai più al telefono con questo tipo di tono.
<Eh, ciao! sono Angelo! Ti disturbo?>
<N-no..no, ma va! ..Stavo facendo una cosa... una cosa col computer..> (non fate quella faccia! Nel sogno che stavo facendo, c'erano i compiti di grafica!)
<Ah...hai le prove stasera? Vieni un po'prima, che ci siamo io e Alessio?>
<Eeeeh, ma non ce la farò mai, devo studiare...>
Già. Altra cosa da fare: studiare.
FlashBack:
Scuola, cambio d'ora, massa di fumatori sulle scale antincendio.
Chiacchieriamo, quando vediamo la neve fioccare gioiosa sulle nostre teste!
No, aspettate,... è cenere.
Non starò ad elencare le imprecazioni contro i fumatori della grata superiore, che con noncuranza, lasciano che mozziconi e quant'altro piovano sulla gente sottostante.
Ma il bello viene quando noto una cosa, meno leggera di un cumulo di cenere, posarsi con totale assenza di grazia sulla testa delLa Fra.
<Dimmi che non era uno sputo.>
Cala il silenzio.
<Ma no sarà...fammi vedere..no, cioè...ehm>
La mia espressione eloquente provoca in lei una violacea tintura sul viso, che si trasforma in un bel porpora denso.
Ruggendo corre in bagno.
<Chi è lo stronzo?!> qualcuno urla.
Da sopra: <è scappato!>
Come sarebbe: "è scappato"?
Gente, c'è un corridoio da percorrere, non sarà mica andato in Alaska.
Credo.
Odio chi sputa senza un motivo valido.
Con questo vi auguro una buonanotte e una buonagiornata a chi leggerà alla luce del sole.
Devo ammettere che, nel suo piccolo, questo periodo di "blogterapia" mi sta aiutando a scaricare un po'di pesi, nonchè a ripulire Cloudcover dalle recenti infezioni e piaghe (non faccio riferimenti, vengo in pace).
Questa pausa comica, fatta di post di critica e cronaca, di riferimenti ed episodi delle mie giornate, che stacca dalle mie righe, a parer mio, ben più valide e forse poetiche, spero sia comunque di vostro gradimento.
El
PS
Tra l'altro ho scoperto, per caso, che non poche persone passano di qua, si avventurano tra i post, ridacchiano, apprezzano, mi insultano, o non so cos'altro, vorrebbero dirmi l'equivalente di "pat pat" e invece...
Questi curiosi e simpatici esseri umani (o alieni, che sia), non hanno capito che la casella qua sotto con scritto "commenti" è aperta a tutti e non serve solo da ricettario da cucina (ricettario da cucina? No, aspetta.. va bene, è l'1.22, pardon).
Ma nel caso queste persone non avessero semplicemente voglia o tempo, va benissimo lo stesso, sono comunque contenta di aver regalato qualcosa da leggere, anche se di limitato spessore. Iuppi!
Alexredpurple ha postato alle 02:10
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+Ala Nera+
martedì, 08 gennaio 2008
I saldi, si sa, troppo spesso attirano i clienti come il polline con le api.
Questo pomeriggio io ed una mia amica siamo in Corso Buenos Aires a caccia di offerte invitanti e postnatalizie.
Entriamo in una famosa catena che vende intimo, attirate dai magici cartelloni verde acido.
Realizziamo di aver poco tempo a disposizione e quindi decidiamo di darci appuntamento alla cassa, mentre io salgo al piano di sopra e lei esplora gli articoli del piano terra.
Io, colta dalla mia demenza acuta e un bisogno irrefrenabile di concedermi le migliori cazzate, (per tornare nell'ottica del "Che bello, sono single!" e "Che bello, sono infantile!") torno giù sventolando un paio di mutandine per bambini "dai 9 agli 11 anni" grigie, con stampata sopra una fantasia di simpaticissime nuvolette bianche e tanto di elastico da "Cara Mamma, compra le mutandine T. a tuo figlio, avvolgono dolcemente il suo pancino, vedrai che non gli cascheranno".(chiunque riesca a trovarle sexy, come me, alzi la mano!)
"Fra!! Guarda che belle!!"
"Nooo...belle! Belle! Io mi prendo prendo queste qui..." (un paio decisamente più dignitoso).
Ma improvvisamente, i nostri sguardi incrociano un oggetto misterioso, appeso tra le "offertissime", nero e peloso.
La Fra lo sgancia dall'appendiabiti e lo avvicina.
"Non è possibile.. questo ce lo prendiamo"
"Muahahah, ah, certo! Quanto costa?"
"Solo 4 euro! No, no, lo prendiamo, sicuro..." agita tutta contenta il suo trofeo, un body NERO e PELOSO.
"Ahahha, no, io non ho attualmente un uomo da uccidere dalle risate, o peggio, al quale bloccare la..."
"Nooo, dai prendilo anche tu! Vabeh, dai, io lo prendo... ahahah"
Mentre combattiamo contro mille insidie per la conquista della cassa, vengo illuminata da un'ideona.
"Metti le mie mutande nuvolose con quel coso!"
...silenzio, durante il quale penso avvenga un'accurata riflessione.
"Voglio farlo ridere, non vomitare."
Giungiamo finalmente alla cassa, molto più vecch..no, vabeh, giungiamo finalmente alla cassa, e mentre la giovane commessa dai capelli corvini e le unghie laccate di rosa batte lo scontrino, comincio a curiosare tra gli articoli esposti sul bancone.
Noto una vasta gamma di scatolette fucsia contenenti qualcosa di scuro e tondo.
"Questi non sono mica gli slip tascabili di ricambio?" comincio a cercare di sviluppare una vista a raggi x per poter verificare la mia ipotesi.
"Ah, non so..."
La commessa continua il suo lavoro, noncurante.
"Mi scusi, sa dirmi cosa sono...questi?"
"Sì, sono copri-capezzoli."
...
"Ah.
Grazie."
Io e La Fra ci guardiamo in silenzio.
"Eh, molti clienti rispondono <Ah, grazie.> come te, altri, invece, fanno <Aaah, grazie> e li mettono sul conto>", sorride la commessa.
Ah, sulla varietà dei gusti io non discuto.
Usciamo col nostro sacchettino, soddisfatte, mentre ci dirigiamo verso il sottopassaggio della metropolitana.
...
"Fra..?"
"Uh..?"
"Ma come fa un copri-capezzoli ad attaccarsi?"
Ancora non siamo riuscite a dare una risposta razionale a questo quesito esistenziale.
---
La lieta conclusine della nostra "shoppingata" si preannuncia ostile, quando saliamo sulla metro.
Io, La Fra e Nico ci ritroviamo compressi, insieme a troppa altra gente, in un vagone maleodorante e quasi privo di ossigeno.
Loro due riescono prontamente a procurarsi una posizione vicina ai pali per aggrapparsi, mentre io, sfortunatamente no.
Tutto bene, fino a quando, ad una fermata, sale un grosso e maleducato signore che non mi "urta", ma mi colpisce letteralmente con una bella schienata, senza nemmeno scusarsi. In quello stesso istante, la metro parte con una bella spinta, facendomi definitivamente perdere l'equilibrio. Cado in avanti, mi appendo a tutto ciò che trovo, ma inesorabilmente mi ritrovo a scivolare, con una mano appesa ad un palo, tra le braccia di un signore seduto, che non sembra nemmeno troppo dispiaciuto.
!!
La migliore ballerina di lap dance (se si scrive così), se avesse visto la scena, avrebbe certamente meditato di andare in pensione.
Mi scuso con il signore, iperimbarazzata, mentre La Fra conclude: " Il tuo metodo di conquista è davvero diretto, ti sei proprio innamorata a prima vista, eh?"

El
Alexredpurple ha postato alle 23:18
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+Ala Nera+
lunedì, 07 gennaio 2008
Zaino, mp3, faccia da "Mi scappa la pipì, voglio essere a casa in meno tempo possibile".
Una sconosciuta al cancello, una donna abbastanza giovane, anche lei con le cuffiette alle orecchie, armeggia con un mazzo di chiavi.
La precedo, apro il cancello sorridendole.
Ricambia il sorriso.
La scena si ripete al portone d'ingresso, nel silenzio totale, tradotto in due ritmi differenti nelle rispettive orecchie.
In sedici anni che abito qui, non l'ho mai vista, sarà sicuramente l'ospite di qualcuno.
Nell'ascensore, chiedo a quale piano voglia andare, prima di schiacciare il sesto tasto.
Mi viene in mente solo ora:
<Lei è la nuova inquilina?> chiedo, sempre sorridendo.
<Sì> ricambia.
<Ah, piacere, io sono quella di sopra!> cerco di stringerle la mano mentre lei annega nei suoi mille pacchetti, per afferrare la mia.
<Ah, tu sei la cantante!>
...
La mia faccia cambia colore.
MA QUANDO LA SMETTERò DI FARMI RICONOSCERE DA TUTTO IL CONDOMINIO PER LE MIE "MALEFATTE"?!
...
Per fortuna la prende bene, addirittura si complimenta, sembra che il mio baccano non disturbi nè lei nè la sua neofamigliola completa di bimbo ululante e trapano mattutino. Rispetto agl'inquilini precedenti, la mia opinione verso di loro è pura benevolenza (non descrivo la guerra con i vecchi vicini).
Dalla soffitta mi han già sfrattata i signori dei primi piani, almeno fino a quando non vorrò seriamente continuare il mio quadro al freddo e al gelo dell'ultimo pianerottolo.
Non mi resta che ripescare il progettino della mia fantomatica villa con piscina che tanto volevo chiedere a Babbo Natale, da piccola, laddove avrei avuto il mio laboratorio segreto, uno studio, e un frigo pieno di cibi malsani.
Beh, no...
Devo ammettere che ora, preferirei un intimo stanzino insonorizzato.
Alexredpurple ha postato alle 15:14
commenti (9)
+Ala Nera+
domenica, 06 gennaio 2008
Nonostante tutto, mi sento allegra.
Anche se tutto ciò, ripeto, è piuttosto...esilarante.
Alexredpurple ha postato alle 12:36
commenti (3)